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Aggiornato al 24 settembre 2026

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Legge di Bilancio 2026 · commi 126-128

Il contributo di 2 € sulle spedizioni extra-UE

È la piccola tassa italiana sui pacchi di basso valore che arrivano da fuori Europa. Partita a gennaio, cancellata a marzo per il primo semestre e rinviata altre due volte, oggi è attesa dal 1° dicembre 2026.

Chi riceve il pacco

Cosa c’è nel pacco?

  • Tipo di prodotto

Tre magliette uguali sono una riga sola.

Da dove parte il pacco?

Il paese da cui viene spedito.

Come l’hai comprato?

Sito o tipo di spedizione
Al momento dell’acquisto il sito ti ha fatto pagare l’IVA?

Temu, Shein, AliExpress, Amazon, eBay ed Etsy lo fanno quasi sempre. Controlla se la ricevuta indica l’IVA.

Chi te lo consegna?

Il corriere anticipa dazi e IVA alla dogana e chiede una commissione.

Corriere
Altre opzioni: data di arrivo e assicurazione

Le regole cambiano il 1° dicembre 2026 e il 2 luglio 2028.

Se l’hai pagata a parte

Cos’è

La Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), all’articolo 1, commi da 126 a 128, istituisce un contributo di 2 € per ogni spedizione proveniente da paesi non UE con un valore dichiarato fino a 150 €, per coprire le spese amministrative della dogana.

Lo riscuote l’Agenzia delle Dogane al momento dell’importazione definitiva. Secondo la circolare ADM 37/2025 si applica:

  • agli acquisti online dei consumatori;
  • alle spedizioni destinate ad aziende e professionisti;
  • alle spedizioni tra privati, anche senza carattere commerciale, come i regali.

Sono escluse le merci che i viaggiatori portano con sé e dichiarano a voce in dogana e, secondo la circolare 4/2026, le merci italiane che rientrano dopo un’esportazione temporanea.

Come si calcola la soglia dei 150 €

Per le dichiarazioni semplificate (H7), che dal 1° luglio 2026 si usano solo per gli acquisti online fino a 150 €, conta il valore intrinseco: il prezzo della merce senza spedizione e assicurazione, se indicate a parte. Per le dichiarazioni ordinarie, usate per aziende, regali, spedizioni tramite spedizioniere e acquisti online con origine preferenziale dichiarata, conta il valore in dogana, che comprende il trasporto fino al confine UE.

Una misura più volte rinviata

Il contributo è partito il 1° gennaio 2026 e nei primi mesi dell’anno è stato effettivamente riscosso. Il decreto-legge n. 38 del 27 marzo 2026 ha poi stabilito che non si applica alle merci importate prima del 1° luglio 2026, anche a quelle già sdoganate. Nessuna norma ha ancora chiarito se le somme già pagate saranno restituite.

In attesa della misura europea la data è stata spostata altre due volte: prima al 1° ottobre, poi, con l’articolo 4 del decreto n. 162/2026, al 1° dicembre 2026.

Da novembre 2026 è attesa la tassa di gestione europea sulle vendite a distanza, fissata dalla Commissione a 2 € per articolo. Secondo la Commissione, quando la tassa europea si applica gli Stati devono smettere di applicare le proprie tasse nazionali di gestione: il contributo italiano potrebbe quindi essere rinviato ancora o non partire affatto. Il decreto che lo fissa al 1° dicembre va convertito in legge entro metà novembre. Finché la norma resta questa, il calcolatore lo applica dal 1° dicembre 2026 e ti avvisa se il tuo pacco arriva prima.

Chi lo paga

Il debitore è il dichiarante, cioè chi presenta la dichiarazione doganale. Per gli acquisti con IOSS è il venditore o il suo rappresentante, che può includerlo nel prezzo; negli altri casi lo anticipa il corriere e lo chiede al destinatario. Non essendo un diritto doganale, non si paga l’IVA sui 2 €.

Domande frequenti

Il contributo da 2 €: domande e risposte

Da quando si paga il contributo di 2 euro sui pacchi?

Secondo l’ultimo rinvio, dal 1° dicembre 2026. Il contributo è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 ed è stato riscosso dal 1° gennaio 2026. A fine marzo il decreto-legge n. 38/2026 lo ha escluso per tutte le merci importate prima del 1° luglio 2026, comprese quelle già consegnate; la data è stata poi spostata altre due volte, l’ultima con l’articolo 4 del decreto-legge n. 162/2026. Potrebbe anche non partire mai: la Commissione europea chiede agli Stati di smettere di applicare le tasse nazionali di gestione quando si applica quella europea, attesa per novembre 2026.

Il contributo di 2 euro si paga per ogni articolo?

No, per spedizione. Una spedizione è l’insieme delle merci inviate insieme dallo stesso mittente allo stesso destinatario con un unico contratto di trasporto: cinque ordini nello stesso pacco con un solo codice di tracciamento sono una sola spedizione.

Il contributo si paga anche su Temu e Shein?

Sì, riguarda tutte le spedizioni extra-UE fino a 150 €. È dovuto da chi presenta la dichiarazione doganale: con l’IOSS è il venditore o il suo rappresentante, che può ricaricarlo sul prezzo; senza IOSS lo anticipa il corriere e lo chiede a te.

Sul contributo di 2 euro si paga l’IVA?

No. L’Agenzia delle Dogane ha chiarito (circolare 4/2026) che non è un diritto doganale ma un contributo alle spese amministrative, quindi non entra nella base imponibile dell’IVA.

Fonti

Norme di riferimento