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Importazioni B2B
Importare con partita IVA: dazi, IVA e contributi
Per chi compra all’estero per la propria attività le regole sono diverse da quelle dei consumatori: niente dazio forfettario, niente franchigia, ma l’IVA si recupera.
Niente più franchigia
Fino al 30 giugno 2026 le spedizioni di valore trascurabile, fino a 150 €, erano esenti dal dazio anche per le aziende. Il Regolamento (UE) 2026/382 ha abolito questa franchigia per tutti.
Il dazio forfettario di 3 € sostituisce la franchigia solo per le vendite a distanza ai consumatori. Per un’impresa si applica quindi il dazio ordinario della tariffa doganale, calcolato sul valore in dogana (merce più trasporto e assicurazione fino al confine UE), qualunque sia il valore. Restano le franchigie specifiche, per esempio per i campioni commerciali di valore trascurabile.
IVA all’importazione
L’IVA si paga in dogana sul valore in dogana più il dazio e le spese fino alla destinazione. Per chi ha partita IVA è detraibile: il documento da registrare è la bolletta doganale, disponibile anche nel cassetto fiscale. Gli esportatori abituali possono importare senza IVA presentando una dichiarazione d’intento, nei limiti del plafond.
Classificazione, origine e antidumping
L’aliquota dipende dal codice TARIC a 10 cifre del prodotto, e la responsabilità della classificazione è dell’importatore. Per le merci originarie di paesi con accordi commerciali (Regno Unito, Svizzera, Giappone, Corea del Sud, Canada, Stati Uniti e molti altri) il dazio può scendere fino a zero se il fornitore rilascia la prova dell’origine. Per alcune merci cinesi si aggiungono dazi antidumping, anche molto alti.
Se il tuo prodotto non è in elenco, scegli “Altro prodotto” e inserisci l’aliquota che trovi su TARIC.
Il contributo di 2 €
Il contributo nazionale di 2 € riguarda anche le spedizioni destinate alle imprese. Per le dichiarazioni ordinarie la soglia dei 150 € si verifica sul valore in dogana, quindi compreso il trasporto.
Chi paga: le rese
Con la resa DDP (Delivered Duty Paid) dazio e IVA li paga il fornitore; con DAP, EXW o FCA li paghi tu all’arrivo, di solito tramite il corriere o uno spedizioniere doganale, che applica le sue competenze.
Domande frequenti
Importare con partita IVA: domande e risposte
Un’azienda paga il dazio da 3 euro?
No. Il dazio forfettario da 3 € vale solo per le vendite a distanza ai consumatori. Le importazioni delle aziende con partita IVA pagano il dazio ordinario della tariffa doganale, e dal 1° luglio 2026 anche sotto i 150 €, perché la franchigia per le spedizioni di modico valore è stata abolita.
L’IVA pagata in dogana si può detrarre?
Sì. L’IVA all’importazione è detraibile come quella sugli acquisti interni: si registra la bolletta doganale, che trovi nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate o ricevi dallo spedizioniere. Il dazio e il contributo di 2 € sono invece un costo definitivo.
Serve il codice EORI per importare?
Sì, per le operazioni doganali serve il codice EORI. In Italia per le imprese corrisponde di norma alla sigla IT seguita dalla partita IVA; puoi verificare che sia attivo con il servizio di convalida EORI della Commissione europea.
Come trovo il codice doganale esatto del mio prodotto?
Nella banca dati TARIC della Commissione europea puoi cercare il codice a 10 cifre e vedere dazi, preferenze e misure antidumping. Per avere certezza puoi chiedere all’Agenzia delle Dogane un’Informazione tariffaria vincolante (ITV), valida in tutta l’UE.
Fonti
Norme di riferimento
- Commissione europea: guida al dazio temporaneo di 3 € (2 giugno 2026)
Regolamento (UE) 2026/382: ambito, definizione di articolo, vendite a distanza.
- Agenzia delle Dogane: spedizioni di modico valore dal 1° luglio 2026
Istruzioni operative italiane sul dazio forfettario.
- Agenzia delle Dogane: circolare 37/2025 sul contributo di 2 €
Legge 199/2025, commi 126-128: ambito e soggetti obbligati. Chiarimenti nella circolare 4/2026.
- TARIC, la tariffa doganale integrata dell’UE
Aliquote dei dazi per codice doganale, accordi preferenziali e misure antidumping.